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Parchi e Reti Culturali Ecclesiali: quando il Turismo diventa via di vita buona e speranza concreta

Bellezza e Speranza per tutti

L’istituzione dei Parchi o Reti Culturali Ecclesiali (PCE) all’interno del Progetto pastorale Bellezza e Speranza per Tutti è un’iniziativa nazionale della Conferenza Episcopale Italiana – Ufficio per la Pastorale del Tempo Libero, Turismo e Sport, da un’idea suggerita da Giovanni Gazzaneo (coordinatore del mensile di Avvenire “Luoghi dell’infinito“)  – volta a sostenere, incoraggiare e valorizzare la capacità progettuale, organizzativa e operativa delle Diocesi italiane nei settori della cultura, della custodia del creato e del turismo sostenibile.

Il progetto mira a riconoscere il protagonismo delle Chiese locali diocesane già attive con azioni di pastorale integrata che producono ricadute positive e processi virtuosi nei territori ampi e plurali del Bel Paese, capaci di affermare il primato della cultura e la centralità della persona, in sintonia con le comunità locali di appartenenza.
Il riconoscimento dei Parchi o Reti Culturali Ecclesiali intende porsi dunque come un sostegno concreto a quelle iniziative di “Chiesa in uscita” che testimoniano un impegno di interesse pubblico per la crescita umana e sociale in sintonia con l’ambiente, attraverso l’integrazione dei beni culturali e dei patrimoni materiali e immateriali, finalizzate a creare opportunità di benessere individuale e collettivo, occupazione qualificata per i giovani e nuovi modelli di coesione.

Ciascun Vescovo, autonomamente o in collaborazione con altri Vescovi delle Diocesi limitrofe, dopo aver attentamente valutato l’esistenza di iniziative analoghe, può essere promotore di un Parco o Rete Culturale Ecclesiale, attraverso il quale agire per valorizzare i talenti, le identità e le esperienze locali, all’interno di una rete nazionale che fa leva sul valore della cultura, della creatività, dell’innovazione, della mobilità lenta e del turismo sostenibile, condividendo i seguenti obiettivi:

  • stimolare la piena valorizzazione delle esperienze di pastorale integrata;
  • sollecitare le comunità locali a considerare la dimensione di evangelizzazione, di pari passo allo sviluppo culturale, quale paradigma di sostenibilità economica e sociale;
  • valorizzare i beni culturali, ecclesiali e altri ricevuti in affidamento, materiali e immateriali;
  • promuovere buone pratiche di custodia del creato;
  • favorire una relazione positiva tra comunità locali e qualsiasi forma di migrante, sia esso viandante, pellegrino, viaggiatore o turista;
  • contribuire alla piena realizzazione di filiere dell’accoglienza e dell’ospitalità, nello stile dell’accessibilità universale;
  • generare i presupposti per la nascita e lo sviluppo di startup innovative.

Per seguire il Progetto, l’Ufficio nazionale si è dotato di:

  • un logo identificativo Locus Lucis;
  • un documento preliminare Bellezza e Speranza per Tutti;
  • un team nazionale, che ha contribuito alla redazione del Progetto e delle presenti procedure, ma concorrerà anche alla valutazione dei progetti e alla definizione dei percorsi di tutoraggio e affiancamento dei singoli Parchi.