Benvenuto Le tre direttrici storiche del Salento

Le tre direttrici storiche del Salento

Il Programma “Cammini di Leuca” è iniziato nel 2016 con un’attività di ricerca che poi si è trasferita sul campo, per individuare i percorsi, le traiettorie e le tappe delle tre direttrici storiche che da secoli attraversano il Salento volgendo lo sguardo alla Basilica Pontificia Santuario “De Finibus Terrae”.

  • LA VIA SALLENTINA, di origine messapica
  • LA VIA TRAIANA CALABRA, di origine romana
  • LA VIA LEUCADENSE, percorso mariano lungo le vie della Perdonanza

Le tre direttrici storiche del Salento: via Sallentina, via Traiana Calabra, via Leucadense

Antiche vie di storia, di cultura e di pellegrinaggio

La via Sallentina è una strada costiera di origine messapica, passante lungo il versante ionico della penisola salentina, che collegava Taranto a Otranto passando per Manduria, Nardò, Alezio, Ugento, Vereto, Castro e Vaste. Riportata per la prima volta nella Tabula Peutingeriana, verrà immessa nel sistema postale romano – cursus publicus – solo alla fine del IV secolo (con il nome di via Augusta Sallentina).

La via Traiana Calabra costituiva il prolungamento della Via Traiana che collegava Brindisi alla città di Hydruntum (Otranto), passando per Valesium e per Lupiae (Lecce). Deve il suo nome al fatto curioso per cui, in epoca romana, la penisola salentina era chiamata “Calabria”.
Progressivamente valorizzata, se ne trova traccia nell’Itinerarium burdigalense, grazie all’introduzione di una mutatio ad duodecim di epoca costantiniana, che deve il suo nome al 12° miliario postale. Altre stazioni di posta erano la mansio clipeas (negli immediati pressi di Lecce) e una mutatio valentia che corrispondeva a Valesium, prima dell’ingresso finale a Brindisi, con l’arrivo alle due celebri colonne.

La via Leucadense è la naturale prosecuzione delle vie europee della Perdonanza: lungo tutto il corso della storia, Leuca ha rappresentato una meta per l’umanità in cammino e dunque non può stupire se il pellegrino medievale – sostanzialmente analfabeta e privo di riferimenti geografici – trovava riparo nelle cripte, assistenza nei conventi e nei monasteri, informazioni sul cammino tramite l’iconografia dei santi orientali: l’immagine dell’Arcangelo Michele, o San Cristoforo, San Nicola, Santa Barbara o San Giacomo.
Da notare che sulle pareti esterne delle cappelle votive sono spesso ancora visibili graffiti che rappresentano imbarcazioni a vela: vero straordinario segnale che conduceva ai porti di imbarco per l’Oriente e per la Terrasanta.

Oltre ai ricoveri assicurati dalle Abbazie di Cerrate (tra Squinzano a Casalabate) e D’Aurio (tra Lecce e Surbo), i pellegrini trovavano riparo presso il Monastero benedettino degli Olivetani a Lecce, e altre importanti mansiones tra cui l’Ospedale  e Convento di Santa Caterina di Alessandria in Galatina, il Convento degli Agostiniani a Sogliano Cavour, il Convento dell’Angelo a Specchia, il Complesso monumentale di Santa Maria del Belvedere – chiamato “Leuca Piccola” – nella frazione Morciano di Barbarano del Capo.

Nel loro insieme, le tre direttrici rappresentano un “unicum” documentale, che testimonia la ricca storia di civiltà, di spiritualità, di cultura e di espressioni artistiche che consentono anche al viaggiatore contemporaneo di ripercorre – attraverso i luoghi del Salento da scoprire e riscoprire con lentezza – storie e leggende messapiche, romane, medievali, rinascimentali e barocche, tutte indissolubilmente connesse alla presenza del Santuario.

In cammino verso Leuca