Benvenuto Manifesto dei Cammini di Leuca

Manifesto dei Cammini di Leuca

Homo viator spe erectus
(“L’uomo è un viandante, sostenuto dalla speranza“)

MANIFESTO DEI CAMMINI DI LEUCA

Ogni persona è essenzialmente e ontologicamente un viandante.
Si nasce con la possibilità di diventare persone, ma l’essere persona è un cammino, che richiede una crescita fisica, sociale, culturale e spirituale: il bruco non conosce la vita di una farfalla, quindi non può nemmeno immaginare la leggerezza e la libertà del volo.

Il fascino del Cammino è nella sua sraordinaria dimensione tra spazio e tempo. Anzi, è l’opportunità di vivere un’esperienza fuori dai ritmi e dagli spazi della normalità, dove tornano a prendere senso le piccole cose, a prendere gusto i gesti ordinari del mangiare e del bere, del sostare, del lento e costante avvicinarsi alla meta, della fatica, degli incontri gratuiti e inaspettati, della condivisione e della fraternità.
Ci si ritrova improvvisamente immersi in un caleidoscopio di emozioni e di sensazioni: il creato, la natura, la bellezza dell’arte e della cultura, le albe e i tramonti, i paesaggi, la ruralità, la dimensione dolce delle terre lontane dalla frenesia della cività contemporanea…

Lungo il cammino si tocca con mano la ricchezza dell’umana diversità: nell’essere, nel pensare, nell’agire, nel reagire, nel respirare e – per chi ha il dono della fede – nel credere e nel pregare. Una condizione dell’animo aperta al cambiamento. Una dimensione esistenziale rigeneratrice, che trova nello stupore la sua energia.

Un Cammino è mettere un piede dinanzi all’altro. E’ abbandonare le certezze per trovare nuovi equilibri. Ed è vincere le proprie ansie, proiettandosi in situazioni inusitate e non totalmente controllabili, scoprendo che il buio, il cattivo tempo, la natura selvaggia e le mille altre piccole e grandi paure che ci trasciniamo appresso sono superabili.
Il viaggio non è mai una questione nota. Non è possibile fare affidamento solo su ciò che si sa e si conosce. Lo spirito dei luoghi ci circonda e ci trasforma, restituendoci la pienezza del vivere.
Del vivere e del condividere, quando incontriamo persone provenienti da tanti Paesi lontani, con lingue, culture e abitudini diverse, con cui si è chiamati a confrontarsi nella vicinanza del percorso, delle traiettorie, dei dormitori, dei bagni, della mensa…

Scopri così che da ogni persona che incontri puoi imparare qualcosa: dalle diversità nascono continui insegnamenti, su ogni aspetto della vita, da quelli più banali e materiali a quelli tecnologici, da quelli etici o filosofici al senso dell’esistenza.
E scopri il superfluo. Da quando lasci l’auto in garage e attraversi l’uscio di casa per incamminarti verso una meta più o meno lontana, lasciando alle spalle il sovraffollamento di ogni genere di oggetti che ti circonda di certezze, è sorprendente scoprire quante poche cose sono davvero essenziali al nostro vivere e al nostro entrare in relazione. Il resto è un peso inutile e faticoso.
Il Cammino è una bellissima esperienza. Ed è un insegnamento da trasporre nella vita.

Un Cammino è fatto di pietre e di sassi. Ma anche di ombra degli alberi, di giacigli improvvisati, di fontanelle pubbliche, di aiuti insperati, delle orme di tutti i viandanti che ci hanno preceduto, componendo la storia e l’identità di quei luoghi.
Lungo il Cammino, mentre godi di bellezze di ogni tipo, mentre senti la fatica o il dolore delle vesciche, mentre sudi o ti disseti ad una fonte, sei te stesso e basta. Sei ciò che sei, non conta il tuo ruolo nella società, la tua ricchezza, il tuo passato o il tuo futuro: c’è un immenso presente da vivere in tutta la sua straordinaria pienezza.
Chi si incammina da solo, scopre presto di essere “tutto se stesso”: un’emozione insuperabile!
Chi si muove insieme ad altri, scopre il senso della relazione, della connessione, della gratuità. Doni e ricevi, oppure rimani vuoto.

Ecco perché un gruppo di persone lungo i “Cammini di Leuca” diventa immediatamente familiare.
Piccoli e grandi obiettivi diventano subito condivisi. E trovano sempre soluzioni, grazie al rapporto con le comunità locali, dove c’è sempre qualcuno disponibile a dare una mano, mettendosi al servizio, ognuno con il proprio bagaglio di diverso tipo, con il proprio livello di conoscenza, di competenza, di coscienza e di sensibilità.
Lo spirito dei “Laboratori esperienziali di lentezza” si nutre aiutando i viaggiatori a scoprire i valori umani e sociali, nonché i valori artistici e simbolici che sostengono l’identità di questa straordinaria terra salentina: un approccio unico, che regala esperienze in grado di esprimere una vocazione ad agire con una naturalezza e una familiarità altrimenti inarrivabili.

Una fitta rete di realtà, in costruzione, lungo oltre 700km di percorsi che attraversano lentamente il Salento, consentendo di scoprire e riscoprire luoghi come Santa Maria del Casale, Santa Maria a Cerrate, Santa Maria d’Aurio, Madonna della Giuggiola, Madonna della Neve, Madonna degli Angeli, Santa Maria di Coelimanna, Madonna della Serra, Madonna della Scala, Santa Maria del Belvedere (“Leuca Piccola”), Madonna della Nova, Cripta di Sant’Apollonia, Cripta del Gonfalone e gli altri patrimoni culturali che da Brindisi segnano il Cammino verso il Santuario di Leuca, De Finibus Terrae.
Ogni monumento potrà essere vissuto con la massima fedeltà a tutti gli aspetti del messaggio inciso nelle pietre, nei segni e nei simboli che lo compongono, ma anche nell’identità delle comunità che vi si riconoscono.

La Fondazione Parco Culturale Ecclesiale cercherà sempre di offrire servizi gratuitamente. E di continuare ad offrire corsi di formazione, supporti audiovisivi, pannelli didattici, ecc. Ma ogni forma di servizio è anche una realtà economica: la micro-economia del Cammino si costruisce a partire dai tanti gesti di supporto che il riconoscimento dei visitatori vorrà premiare, intesi come forme di incoraggiamento per il lavoro che i Laboratori creano sul territorio, finalizzato prevalentemente a creare occupazione qualificata per i più giovani.

Le parole di Papa Francesco sono il cuore e l’anima del nostro “manifesto culturale”:
Arriva un giorno in cui bisogna lasciare tutto, abbandonare tutto: mettersi in cammino, anche se è faticoso.
È la dinamica stessa dell’esistenza che chiama ad uscire da sé, dalle proprie abitudini, dalle proprie sicurezze e a mettersi in ricerca.
Può essere un Sogno, una Voce, una Persona a metterti in movimento. Ciò che conta è che tu sia disposto a partire, che tu sia disposto a rischiare, nonostante le paure, le incertezze, le incognite che avvolgono il futuro“.