Benvenuto Parco Naturale Costa di Otranto – Leuca e Bosco di Tricase Le aree protette dal Parco Regionale

Le aree protette dal Parco Regionale

Il territorio del Parco si sviluppa lungo un grande SIC (Sito di Interesse Comunitario) che ingloba e connette altri 4 siti di particolare rilevanza conservazionistica: la maggior parte dell’Area Protetta è localizzata lungo il perimetro costiero ed è caratterizzata da una varietà di ambienti, quali boschi di leccio, pinete, macchie con quercia spinosa e altre sclerofille, garighe, vecchi pascoli, rupi e falesie a picco sul mare.

Parco naturale regionale Costa Otranto - Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase

Costa Otranto – Leuca

Tra Otranto e Leuca la litoranea salentina disegna circa 57 Km di linea di costa interamente rocciosa. Da un punto di vista floristico-vegetazionale l’area costiera si può suddividere in fasce parallele che presentano, procedendo dalla linea di costa verso l’interno, aspetti paesaggistici e vegetali diversi; queste aree si estendono parallelamente alle curve di livello a valle e monte della strada.

La prima fascia, lungo la linea di costa, per un’ampiezza variabile (20-50 m, corrispondente all’area di demanio, è caratterizzata da un litorale roccioso di calcare compatto (Calcari di Castro) con scarsa copertura vegetale.
Nelle fratture e nelle tasche di roccia che accolgono i depositi di sedimento, sono presenti specie alofile quali: Limonio virgato (Limonium virgatum), Salicornia fruticosa (Arthrocnemum fruticosum), Finocchio marino (Critmum maritimum), Cappero (Capparis spinosa).
La linea delle falesie rocciose è occupata, invece, da una flora rupicola ricca di specie vegetali di grande rilevanza scientifica alcune delle quali esclusive del Salento come: Fiordaliso di Leuca (Centaurea leucadea), Fiordaliso nobile (Centaurea nobilis), Fiordaliso salentino (Centaurea japigica), Garofanino salentino (Dianthus japigicus) e Veccia di Giacomini (Vicia giacominiana).
Specie ad areale mediterraneo orientale trovano in quest’area l’estrema propaggine occidentale della loro distribuzione. Troviamo: Alisso di Leuca (Aurinia leucadea), Campanula pugliese (Campanula versicolor), Efedra orientale (Ephedra campylopoda), Cardo pallottola (Echinops spinosissimus) e Ombelico di venere verdastro (Umbilicus cloranthus).

Oltre la linea delle falesie, in corrispondenza delle quote più alte, si trova una vasta area pianeggiante in cui sono presenti formazioni diverse di pseudosteppa e di gariga. Di particolare rilievo sono i prati con Barboncino mediterraneo (Cymbopogon hirtus) rientranti nella classe fitosociologica Thero-Brachypodietea, habitat prioritario della Direttiva Habitat 92/43 CEE.

Nella maggior parte dei casi queste aree vaste e brulle coincidono con i più antichi pascoli salentini dove ancora oggi, particolarmente nella zona otrantina, le greggi di ovini e di caprini sono fonte di produzioni casearie di particolare pregio anche – e soprattutto – per le essenze spontanee che ne contraddistinguono il sapore dei formaggi.

Bosco di Tricase

Il Boschetto di Tricase è un sito di straordinaria importanza custodendo esemplari maestosi e plurisecolari
di Quercia vallonea (Quercus macrolepis) che in questa area trova le condizioni pedoclimatiche ottimali per la sua riproduzione spontanea. Siamo di fronte all’unico bosco di Quercus macrolepis presente in Italia ed in generale all’avamposto più occidentale di questa specie in Europa.
Nei pressi del Boschetto, l’area della Serra è punteggiata da nuclei ed esemplari isolati di questa bella e possente caducifoglia; sulla strada per Tricase Porto, si trova poi la celebre “Vallonea dei cento cavalieri”, esemplare che la tradizione popolare fa risalire al XII secolo.

Parco delle Querce di Castro

Il Parco delle Querce di Castro è una piccola area boschiva molto interessante poiché costituisce uno dei pochissimi lembi boschivi relitti di Leccio (Quercus ilex) lungo la fascia costiera Otranto-Leuca.
Si tratta di una lecceta recintata e utilizzata a parco comunale con uno spazio ludico per anziani, bambini e area picnic per famiglie; l’ambiente ha caratteristiche mesofile, con il leccio predominante accompagnato da specie quali l’Alloro (Laurus nobilis), il Biancospino comune (Crataegus monogyna), il Terebinto (Pistacia terebinthus) e il Nespolo selvatico (Mespilus germanica).
La boscaglia è fitta ed impenetrabile con un sottobosco arbustivo dominato da Edera comune (Hedera helix) che ospita l’Elleborine minore (Epipactis microphylla), un’orchidacea molto rara.

All’interno del bosco, in posizione ben visibile, è presente il Dolmen Sgarra I, a testimonianza di una frequentazione antichissima dell’area.
Scoperto nel 1910, il dolmen si trovava nel bosco presso Castro Marina, coperto da una fitta vegetazione che ha contribuito non poco al degrado del megalite: la lastra di copertura aveva forma di un rettangolo irregolare e poggiava in parte su due ortostati monolitici e in parte su un banco di roccia affiorante.

Bosco Le Chiuse di Tiggiano

Bosco Le Chiuse di Tiggiano è un piccolo nucleo boschivo situato lungo i pendii collinari della Serra che degrada verso il mare. E’ costituito prevalentemente da Lecceta, che nelle aree con maggiore dislivello viene sostituito da una rada vegetazione arborea a Quercia vallonea e da arbusti di Terebinto.
Nei tratti più scoscesi, dove predomina la roccia affiorante sono presenti specie tipicamente rupicole come l’Alisso di Leuca, la Scrofularia pugliese (Scrophularia lucida) e la Campanula pugliese.

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