Benvenuto Ricerche, studi, rilievi e mappatura dei percorsi

Ricerche, studi, rilievi e mappatura dei percorsi

Dopo un paio d’anni di studi e ricerche, con l’istituzione della Fondazione Parco Culturale ecclesiale “De Finibus Terrae” è stato possibile sottoscrivere nel giugno 2016 una convenzione con “Cammini d’Europa” e dare così inizio ad una seconda fase più operativa, di rilievi sul campo, assicurando al Programma le migliori competenze, nel solco di numerose esperienze maturate nell’ambito di numerosi altri contesti territoriali, nazionali e internazionali.

Altro passo determinante, nel giugno 2017, la sottoscrizione di un protocollo di intesa con la Provincia di Lecce, l’Area interna “Sud Salento”, l’Unione dei Comuni “Terra di Leuca”, il GAL “Capo di Leuca” e i 18 Comuni del territorio della Diocesi.

Inaugurazione Cammino di Leuca - Posa della prima pietra miliare

A piedi e in bicicletta, seguendo il “libro bianco”

Narrazione, accoglienza, ospitalità, spiritualità, condivisione, esperienza, emozione, relazione, memoria: questo il percorso di senso proposto dai “Cammini di Leuca“. E poco importa se il fruitore è un residente, un viandante, un pellegrino, un cicloturista o un migrante: il movimento è comunque sempre un viaggio, è conoscenza, confronto e dialogo, quindi un fermento attivo del cambiamento.

Cammini di Leuca” è dunque un’esperienza di autenticità per chi viaggia, per entrare in sintonia con i luoghi e con le comunità locali, ma è anche un piano di mobilità sostenibile, redatto in stretta osservanza della strategia regionale, integrandosi con gli strumenti di pianificazione territoriale (e gli interventi strutturali previsti), con l’obiettivo dichiarato di implementare percorsi ciclopedonali in sicurezza e – contestualmente – attivare una serie di servizi a valore aggiunto.

Il metodo del Piano ha seguito 5 principi ispiratori, contenuti nel “Libro Bianco degli Itinerari“:

  • impatto minimo: preferenza per interventi di valorizzazione dell’esistente, utilizzando la viabilità secondaria e di servizio, riducendo il consumo di suolo con cantieri di impatto minimo e costo ridotto;
  • sicurezza e “accessibilità universale”, che si declinano in diversi interventi, tra cui la segnaletica e gli strumenti di comunicazione e informazione, nonché attraverso l’abbattimento di ogni barriera, anche culturale;
  • linearità e “principio di gravità”: i percorsi dirigono verso il santuario “De Finibus Terrae” con rispetto del viaggiatore, senza cedere eccessiva misura alle pur legittime istanze locali;
  • gerarchia delle fonti commisurata al rispetto del contesto: l’analisi dei riferimenti normativi, storici, geografici, ambientali, paesaggistici ecc. è stata orientata alla effettiva e pragmatica contestualizzazione dei percorsi all’attualità del territorio;
  • condivisione con tutti i portatori di interesse: la Fondazione di partecipazione “De Finibus Terrae” è un tavolo sempre aperto. Con la creazione dei “Laboratori Esperienziali di Lentezza“, in particolare, la vicinanza al territorio va costantemente diminuendo, attraverso il coinvolgimento attivo di chiunque abbia desiderio di attivarsi.

Il risultato è un database strutturato, a disposizione delle istituzioni, contenente le tracce GPS delle 3 direttrici storiche “attualizzate“, ovvero individuate nel rispetto dei criteri suddetti, completo di fotografie, rilievi, segnalazioni, punti di sosta, punti acqua, situazioni critiche, punti che necessitano interventi di sicurezza, punti nei quali si rende necessario installare la segnaletica e ogni altro elemento ritenuto utile agli uffici tecnici degli enti preposti o interessati alla realizzazione del progetto.

Cosa non è “Cammini di Leuca”

Non può ancora definirsi un progetto concluso. I percorsi individuati presentano criticità che la mano pubblica, qualora interessata, è chiamata a risolvere.
Non è un progetto “calato dall’alto”, disegnato su qualche scrivania lontana dal territorio o pianificato senza ascoltare le reali esigenze delle comunità locali, oltre che dei viaggiatori.
Non è un progetto di promozione territoriale fine a se stesso, ma un ambizioso Programma pluriennale di formazione, cultura, condivisione attiva, educazione civica e progettazione partecipata, che mira a produrre non soltanto sviluppo sostenibile o percorsi di mobilità dolce ma un sistema di “comunità ospitali” che rinnovino la straordinaria vocazione all’accoglienza del Salento.

In cammino verso Leuca