Benvenuto Turismo di Comunità

Turismo di Comunità

Cammini di LeucaUna grande opportunità per le comunità locali del Capo di Leuca e del Salento.
Questa umanità in cammino, che dirige i propri passi verso il Santuario, o pedala seguendo la Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese, è una risorsa straordinaria di pluralità e di diversità culturale, ciascuna portatrice di proprie aspirazioni e di proprie spiritualità, con cui avviare quotidianamente un confronto e una ricerca di relazione.

Ed è anche, naturalmente, un’opportunità per realizzare una “microeconomia del cammino” che sviluppi servizi in grado di aumentare la qualità del soggiorno degli ospiti e, contestualmente, la qualità della vita dei residenti, generando anche nuova occupazione qualificata.

Questo incontro tra residenti e viaggiatori consente di sviluppare forme innovative di “turismo di comunità“, da realizzare attraverso una rete di “comunità ospitali“, stimolate da nodi territoriali che abbiamo chiamato “Laboratori Esperienziali di Lentezza“.

E’ un percorso che incide profondamente nelle dinamiche locali di un territorio. Dapprima attraverso un processo partecipativo che decide la programmazione e la gestione dei servizi culturali e turistici, prevedendo la redistribuzione delle ricadute economiche sulla comunità in termini di sostegno a progetti di interesse collettivo.
Un percorso che si focalizza sulla sostenibilità e sulla accessibilità universale, incoraggiando la conoscenza e il rispetto delle culture tradizionali e delle strutture sociali, proteggendo la comunità dagli impatti esterni, evitando la “folclorizzazione” e la banalizzazione della vita e della cultura locale.

Turismo di comunità

Agire localmente, pensando globalmente

Il Programma “Cammini di Leuca” è attuato da un ampio partenariato territoriale, che coinvolge le amministrazioni locali (la Provincia di Lecce, l’Unione dei Comuni, i GAL, l’Area interna “Sud Salento”), le imprese e le associazioni.
E’ dunque un contenitore che svolge la funzione di “cerniera” tra tutte le realtà attive del territorio, le forze sane della società civile, la chiesa e le istituzioni.
Ma anche a singoli cittadini: ognuno può partecipare attivamente, attraverso attività di volontariato, piccole donazioni – anche strumentali – e l’impegno a contribuire a realizzare progetti condivisi che mirano a rinnovare la capacità di accoglienza e ospitalità.

Lo sviluppo del Programma è inoltre determinato dalla capacità di tessere una trama di relazioni nazionali e internazionali: intere fasi o singole azioni del Programma sono sostenute dall’Unione Europea attraverso i fondi FESR e PSR, dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, dal Ministero degli Interni, dall’Agenzia Nazionale Giovani, dalla Conferenza Episcopale Italiana, dalla Caritas, dalla Fondazione Migrantes, da FOCSIV, dalla Regione Puglia.