Benvenuto Viaggiare Leuca, ponte per la Terrasanta

Leuca, ponte per la Terrasanta

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Leuca Piccola

La Puglia in tutte le epoche ha avuto un ruolo di notevole importanza nei viaggi tra Occidente e Oriente e, in particolare, verso la Terrasanta, grazie ai suoi porti che consentivano l’imbarco di pellegrini e cavalieri.
Era inoltre l’avamposto degli ordini monastico-cavallereschi che avevano diversi insediamenti in Puglia, spesso abbinati a masserie che producevano frumento e legumi, derrate alimentari inviate ai crociati, specie nei momenti di difficoltà (non è difficile pensare che, senza la Puglia e la Sicilia, la storia delle Crociate sarebbe stata molto diversa, dato il ruolo di “granaio” svolto da queste regioni).

In Puglia, le tracce dei pellegrini, degli ordini religiosi e dei militari sono ancora ben visibili, in molti luoghi.

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Non ci sono fonti certe sul periodo in cui questa terra iniziò a farsi ponte per la Terrasanta: il nascente credo cristiano, proclamato religione di Stato con gli editti di Teodosio del 380, ha visto nel Salento la costruzione delle prime chiese, a seguito della conversioni di numerose masse di “gentili” ad opera dai Santi Pietro e Paolo, il pescatore di uomini e l’apostolo delle genti.
Questi giunsero qui separatamente, ma animati da una missione comune: evangelizzare. I frutti di questo sacrificio, che costerà loro il martirio a Roma, non tardarono ad arrivare: su punta Meliso venne eretto un santuario, la prima chiesa in occidente, rimasta in piedi fino al 302, anno in cui Diocleziano ordinò la distruzione di tutti i luoghi di culto cristiani.

La chiesa venne ricostruita e intitolata alla Madonna Annunziata da Papa Giulio I nel 342, fermatosi nel capo di ritorno da Costantinopoli, per poi essere nuovamente distrutta da attacchi saraceni e successivamente ricostruita per almeno altre 5 volte (la basilica attuale risale al 1720, ricostruita sfruttando le fondamenta e le mura perimetrali delle strutture preesistenti da Monsignor Giovanni Giannelli, che arricchì il complesso con un piccolo ospizio per ospitare i pellegrini).

Il pellegrinaggio venne poi ribadito da diversi pontefici, come Innocenzo XI e Benedetto XIII, conducendo ogni anno a Leuca migliaia di fedeli. Tanto che, più tardi, la stessa De Finibus Terrae iniziò ad organizzare l’accoglienza: si pensi al barone Annibale Francesco Capece che iniziò nel 1685 la costruzione di un grande complesso hospitale dei viandanti, appena pochi chilometri prima dell’arrivo a Leuca.

Leuca Piccola

A Giuliano, un’antica chiesa medievale è dedicata a San Pietro, primo tra gli apostoli, a ricordo del suo passaggio nel luogo in cui, secondo tradizione, avrebbe riportato in vita una persona defunta.

Segni e simboli del pellegrinaggio verso Leuca e la Terra Santa

Queste zone sono costellate da numerose cripte: spesso rifugi dei monaci basiliani che qui trovarono riparo dalla lotta iconoclasta perseguita dall’imperatore Leone III Isaurico.
Le abili mani di questi grandi artisti affrescarono con immagini di Santi decine di cavità nel sottosuolo, con figure di uomini e donne nimbati che attendono li, silenti, in luoghi scavati all’occorrenza o precedentemente utilizzati da altri popoli e culture.

Una serie infinita di croci esorcizza questi antri, quasi come a voler ribadire con forza la loro rinascita a incubatori per le nuove comunità cristiane. Croci che adornano le facce squadrate dei menhir, antichi monoliti legati a culti non ancora ben definiti e risalenti alla preistoria, spesso riutilizzati come tele per icone sacre.
Ne è un esempio il magnifico monolite affrescato e nascosto dietro l’altare della chiesa della Madonna di Costantinopoli a Morciano di Leuca, o la bellissima immagine della Madonna della Coltura a Parabita.

Il fenomeno dell’intenso pellegrinaggio verso Santa Maria di Leuca si snodava lungo differenti percorsi che toccavano alcuni “centri” di raccolta e di ristoro tra cui il Convento di San Francesco a Gagliano del Capo.

Numerose erano le tappe intermedie, costituite da piccoli edifici o chiese dedicati a Maria nelle quali bisognava sostare per una breve preghiera, o piccoli “ospitali”, dei luoghi in cui il pellegrino poteva cambiarsi, assolvere ai bisogni fisiologici e ricevere vitto e alloggio in cambio di denaro o di piccoli lavori agricoli.
Il cammino era costantemente accompagnato dalla preghiera, in un ciclo che prevedeva almeno 100 Ave Maria intervallate ogni 10 da un Gloria al Padre, e 100 Croci, una preghiera tipica del pellegrinaggio Leuchese che recita:

Il canonico Francesco Pirreca, nel suo “Historia della Madonna Santissima di Leuca detta anta Maria de Finibus Terrae” racconta quali fossero i periodi privilegiati al pellegrinaggio, come ad esempio i primi tre giorni di Agosto, le notti di Pasqua e di Natale, il 13 Aprile e tutte le domeniche del periodo quaresimale e del mese di Maggio.
I primi tre giorni di agosto vennero fissati da Papa Giulio I che, dopo aver contributo alla rinascita del santuario distrutto da secoli di persecuzioni religiose, concesse l’indulgenza plenaria e remissioni dai peccati a tutti i fedeli confessati e comunicati che si fossero recati in pellegrinaggio a Leuca.
Papa Anastagio, un secolo più tardi, concesse la remissione dei peccati a tutti coloro che si fossero recati al Santuario nelle notti di Pasqua e di Natale, previa confessione.

Le domeniche di Maggio e il 13 Aprile avrebbero garantito l’indulgenza a tutti i pellegrini che risposero all’invito di Leone IX (1049, 1054). Le stesse date vennero poi confermate a più riprese da altri pontefici come Innocenzo XI (1611, 1689) e Benedetto XIII (1649,1730).
La stessa indulgenza era garantita a quanti si fossero prestati negli hospitali a soddisfare i fabbisogni primari dei pellegrini.

San Nicola Salva una nave dalla tempesta

Il 13 Aprile ha un significato particolare: in questo giorno si celebra la ricorrenza del miracolo che, per intercessione mariana, salvò nel 365 la cittadina da un terribile maremoto. Oltre ai pellegrini, anche il clero doveva recarsi in questa data al santuario per rendere onore a Maria.

Il numero di devoti che, partendo da ogni parte d’Europa si mettevano in marcia per raggiungere Leuca raggiunse numeri ragguardevoli: una relazione del Vescovo Antonio Spinelli del 1613 attesta che nel solo giorno del 13 aprile potevano contarsi ben 12.000 presenze, mentre il 1 Agosto oltre 50.000.

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