Papa Francesco pellegrino sulla tomba di don Tonino

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Francesco è sempre più il papa delle periferie. Fedele alla sua storia, proprio come gli accadeva in passato nella sua Argentina (dove visitava regolarmente i quartieri più degradati di Buenos Aires), anche durante il suo pontificato ha mantenuto l’abitudine di recarsi nelle zone dimenticate delle città, come successe durante la sua visita a Milano e come succede molto spesso a Roma.

E come è accaduto questa settimana, quando ha deciso di venire ad Alessano per pregare sulla tomba di don Tonino Bello, vescovo degli ultimi e dei poveri, profeta di pace, servo di Dio, uomo capace di parlare a tutti.

Papa Francesco e don Tonino Bello, oggi, avrebbero quasi la stessa età. Ma il 20 aprile 2018, a 25 anni dalla morte del “servo di Dio”, i loro sentieri si sono incrociati: per la prima volta nelle sue visite pastorali in Italia, Francesco ha reso omaggio a un vescovo, sostando in preghiera sulla sua tomba che è quotidianamente meta di pellegrinaggio da ogni parte d’Italia e del mondo.

Per la gente di Alessano, il paese natale che conserva le sue radici e dove ha voluto essere sepolto, questo incontro viene percepito come assolutamente naturale: “Se don Tonino fosse diventato Papa, oggi sarebbe Papa Francesco”, azzarda addirittura con un sorriso don Gigi Ciardo, parroco della Collegiata SS. Salvatore, la chiesa madre di Alessano, di fronte alla casa natale di don Tonino.
All’indomani della sua scomparsa quella casa è diventata una Fondazione che porta il suo nome, grazie all’impegno della sua famiglia.

Nel video, dalla diretta di TV2000, riproponiamo per intero il discorso del santo padre, di fronte ad oltre 20.000 fedeli…

 

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